Vomito di corvo

Ho anch’io il mio corvo,

feroce, che mi parla dentro.

Dice cose strane, a volte,

a volte sagge.

Ma il più del tempo

si limita a becchettare

germi di grano,

prima che diventino foglie fiori frutti.

E nutrimento.

Ma le cose più belle,

senza saperlo, sono quelle che

il suo stomaco onnivoro

non trattiene, rigetta,

riversa sul mio corpo,

nella mia anima,

frammenti pagani di un mondo

che è mio; ma che stento a riconoscere.

In fondo la poesia

non è altro che questo.

Vomito di corvo.

Corda inquieta