Il bambino delle stelle

(ad un lettore di fantasy)

I

a Ray Bradbury

La fantascienza ci ha ricordato

la piccolezza della nostra terra.

E ci ha sollevato sopra di essa.

L’astronautica ci ha fatto tornare

tutti bambini, ci ha fatto

riscoprire la meraviglia.

E allora mi chiedo, qual’è

la nostra patria di uomini?

Dov’è che si deve smettere,

non essere più coinvolti?

Fin dove si dev’essere informati?

La stanza, il quartiere, la città, la nazione?

Tutto sembra piccolo e grande allo stesso tempo.

E anche queste parole

sembrano retoriche e inutili.

II

ad Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick

Ricominciamo.

Immaginandosi all’inizio dei tempi

l’uomo viene ributtato nella sua stanza,

dove finisce sempre col vivere acquartierato.

Ma tu ricordati, lettore di Fantasy:

il bambino delle stelle

ti guarda comunque,

stupefatto, incredulo.

A lui devi rendere ragione,

di lui devi rendere ragione.

Da lui nessuno ci può esimere.

Corda inquieta