Parigi: Settimane anticoloniali

Il testo è stato pubblicato originariamente su Voci Globali

Sono ormai cinque-sei anni che a Parigi (e dintorni) si svolge la settimana anticoloniale, un’iniziativa promossa e gestita dal collettivo Sortir du colonialisme, che riunisce più di 50 associazioni. Il periodo dell’anno è sempre lo stesso, la seconda metà  di febbraio, e non è stato scelto a caso. Sul sito si spiegano infatti con molta chiarezza le motivazioni, sottolineando l’importanza di alcune date:

Il 21 febbraio 1944, innanzitutto, in memoria del massacro compiuto dai nazisti contro i partigiani della resistenza francese appartenenti al gruppo noto come “Main-d’Oeuvre Immigré“, di cui facevano da armeni, ebrei francesi, ebrei polacchi, ungheresi, spagnoli e italiani guidati da Missak Manouchian. All’episodio Louis Aragon dedicò dei bellissimi versi ispirati dalla lettera che quest’ultimo scrisse alla moglie poco prima di morire. Negli anni 50 e 60 il 21 febbraio era diventato il giorno dell’anticolonialismo e dell’anti-imperialismo, simboleggiando il diritto dei popoli all’auto-determinazione. “Noi vogliamo riprendere questa tradizione”, dichiarano gli organizzatori della settimana anticoloniale, “attualizzandola: la ricerca di genitori e figli di immigrati, la caccia ai sans papiers, la discriminazione razziale, le espulsioni dei richiedenti asilo, i centri di identificazione e di espulsione, l’uso degli stranieri come capri espiatori…” Read more ›

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Who else but Silvio Berlusconi?

Amplify’d from www.guardian.co.uk

Second, the more pressure builds on Berlusconi to resign, the more Italians are forced to contemplate the alternatives. They aren’t pretty. There are really only three options if Berlusconi resigns. The most likely is an unstable centre-right coalition under the ambitious and divisive Gianfranco Fini. Not only is Fini a former fascist who has previously expressed admiration for Mussolini, but he has also thrown away his ability to marshal the centre-right effectively with at least two unsuccessful bids to topple Berlusconi in the past. Rightly, many Italians continue to perceive Fini as untrustworthy at best, and dangerous at worst.

The next most likely possibility is a minority centre-left coalition headed by the ineffective leader of the PD, Pier Luigi Bersani. Bersani’s big problem is that the centre-left is hopelessly fragmented, and has failed to offer any coherent solution to Italy’s worsening economic woes. Neither the PD nor any of its allies are able to convince Italians that they can be trusted with government.

Read more at www.guardian.co.uk

 

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A Bus to Don’t Know

Taiwanese did not lose the real meaning of traveling. This picture apparently is making news in Taiwan)

Riders are advised against taking bus no. 1203, because the authorities don’t know where you might end up if you do.

As a matter of fact, there’s no serious problem with the translation, since, with the addition of an “n” (“unknown”), that’s what the Chinese says:

Bù zhÄ«dào 不知道 (“don’t know”)

This is one of the first, and handiest, utterances one masters when learning Mandarin.

Mark Swofford at http://www.pinyin.info/ specializes in keeping track of problems with signs in Taiwan. I wonder if he knows about this one and the story behind it.

[From A Bus to Don’t Know]

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Non lasciarti distrarre

Cory Doctorow, co-editor di Boing Boing, uno dei più visitati blog del mondo (quello al di fuori della realtà , ovviamente, ossia il mondo occidentale), da alcuni interessanti consigli su come scrivere in mezzo alle distrazioni continue che caratterizzano la nostra epoca. Invece di rinunciare alle possibilità  offerte da internet, Doctorow ha trovato un modo per gestire il suo tempo ed essere produttivo nel mezzo del caos, attraverso una serie di accorgimenti tecnici, di tecniche di sopravvivenza, si potrebbe dire. Eccole:

Brevi e regolari periodi di scrittura (già  Svevo, anch’egli uno scrittore per passione che si doveva ritagliare il tempo in mezzo a mille altri impegni -prima di internet, del cinema, della televisione etc.-, consigliava di scrivere un poco ogni giorno): imponiti un impegno giornaliero modesto ma non sgarrare mai, per esempio scrivi una o due pagine di un romanzo, di un racconto, di un saggio. Ritagliati una mezz’ora di isolamento al giorno per raggiungere l’obbiettivo.

Interrompere una volta raggiunto il target prefisso: non rifinire del tutto il lavoro, ma lasciati qualcosa per il giorno dopo, in modo da poter riprendere più velocemente e non da zero. Si tratta di un “suggerimento” per il lavoro del giorno dopo.

Non fare ricerca mentre si scrive. Scrivere e fare ricerca sono due attività  distinte e vanno mantenute separate. Se ti manca un dettaglio che potresti conoscere rapidamente tramite google, non entrare in internet, altrimenti rischi che la mezz’ora di scrittura diventa una giornata di defatiganti e caotiche ricerche in rete, suggestive ma inutili per il tuo progetto a breve scadenza. Piuttosto marca il passaggio in qualche modo per poter ritrovare il dato mancante durante una sessione di lavoro apposita.

Non cercare l’ambiente adatto. L’atmosfera perfetta non esiste, e comunque ci vuole troppo tempo per trovarla, e tu hai solo mezz’ora libera! Trova il tempo per scrivere – già  di per sè abbastanza difficile-, non aggiungere il problema di trovare lo spazio adatto. Mettiti il portatile sulle ginocchia e scrivi (anche in bagno, se necessario)

Dimenticarsi il word processor. Usa un software che non interagisce con te cambiando lo spelling, segnalando errori di grammatica e di battitura etc. Lo schermo deve essere il più spartano possibile e lasciarti concentrare sulla scrittura. Le correzioni e le sfumature tipografiche e stilistiche vengono dopo, e sono meno importanti del contenuto. Personalmente io per scrivere uso LyX, un document processor WYSIWYM (What You See Is What You Mean- Quello che vedi è quello che vuoi dire) a tutto schermo, senza menu e altri gadget, e senza inteferenze. Siamo io e il foglio bianco, in una lotta senza esclusione di colpi, o almeno la cosa più vicina al foglio bianco che un computer ti consente di avere.

Staccarsi dal mondo virtuale e della comunicazione. La concentrazione è messa a rischio soprattutto dai continui avvisi di email, dalle chiamate skype, dagli RSS etc. Stacca tutto ciò che richiede una tua risposta perchè ti distrae anche se non te ne accorgi. Se hai bisogno di una sessione di chat o di chiamare qualcuno con skype (stessa cosa ovviamente per il telefono o il telefonino), ritagliati un tempo specifico dedicato a questo.

Non si tratta di niente di particolarmente originale, ma sono consigli che aiutano.

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Immaginazione, identità e globalizzazione

In un libro di alcuni fa, Modernità in polvere. Dimensioni culturali della globalizzazione, Arjun Appadurai, indiano trapiantato negli Stati Uniti, sottolineava l’importanza e la forza dell’immaginazione come strumento di agency, di capacità progettuale individuale e collettiva, soprattutto in un contesto come quello contemporaneo in cui ci si trova di fronte a “immagini in movimento che incrociano spettatori deterritorializzati”: “Questa relazione mobile e imprevedibile tra eventi mass-mediatici e pubblici migranti definisce il nucleo della relazione tra la globalizzazione e il moderno. […] L’opera dell’immaginazione, vista in questo contesto, non è né completamente libera né completamente sotto controllo, ma è invece uno spazio di contesa in cui gli individui e i gruppi cercano di annettere il globale entro le loro pratiche del moderno.” Solo grazie ad uno sforzo di immaginazione che agisca all’interno di questo “spazio di contesa” è possibile, mi sembra, ripensare l’identità nazionale italiana, o, dirò meglio, la comunità italiana, evitando il rischio, sottolineato da Mario Calabresi sulla Stampa un po’ di tempo fa, di “stare qui a guardarci l’ombelico, a preoccuparci delle insegne dei negozi, a mettere in competizione gli insegnanti nati a cento chilometri di distanza, a pensare di chiuderci all’interno delle nostre regioni, dimenticando che il mondo corre e può tranquillamente passare oltre.”

L’immaginazione agisce con forza a livello sia della memoria che del desiderio, entrambi cruciali “spazi di contesa” tra il globale e il locale, incarnandosi nelle diverse sceneggiature che organizzano e raccontano i progetti e la vita quotidiana delle persone. Ed è proprio muovendosi tra questi due poli che si può dar vita a una narrazione che non isoli il paese dal mondo che corre, agendo sia su tradizione e memoria (per es. riscoprendo episodi poco o per nulla noti di contatti interculturali avvenuti nel passato) sia su desideri e progetti di vita che rimettano in discussione identità rigide (nuovi immigrati, italiani all’estero). La cosa importante è farlo senza cadere nella trappola del determinismo socioeconomico, secondo cui l’immigrato che viene in Italia lo fa solo ed esclusivamente a causa della situazione di povertà in cui si trovava nel paese d’origine e l’italiano che va all’estero è solo ed esclusivamente un cervello in fuga. Invece mi sembra importante leggere questi fenomeni mettendo in evidenza la dimensione, per quanto piccola possa essere, di progettualità attiva e di costruzione immaginaria dell’identità.

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Il meglio della Palestra di Luttazzi della settimana (secondo me)

2 marzo:

Nel Lazio il Pdl non ha presentato le firme in tempo quindi sarà escluso. In Lombardia, nei fogli firme di Formigoni sono presenti delle irregolarità, quindi anche lui sarà escluso. Preoccupati i vertici del Pd: questa volta perdere risulterà più difficile del previsto. (Marco Braghin).

Primo marzo, indetta dagli stranieri la “giornata senza di noi”. Sollievo per l’Inter: era lunedì. (giovanni garbellini)

1. Cicchitto: “Ci sembra evidente che è in atto un attacco mirato alla presentazione delle liste del PdL in modo da modificare anche per quella via i rapporti politici. Questo è il senso politico autentico di ciò che sta avvenendo a Roma e a Milano. Il resto o è folclore o sono manovre diversive.”
TRADUZIONE: “Siamo proprio dei coglioni.” (Andrea Michielotto)

1.Riccardo Scamarcio: “La scena in cui bacio un uomo non è stata difficile. Paradossalmente è stata più difficile quella dove parlo”.
TRADUZIONE: “Pensavo di dover fare solo le solite scene erotiche, non si era parlato di recitare.” (Marco Braghin).

3 marzo:

1. Bersani: “Neanche in Iran riescono a fermare l’informazione.”
TRADUZIONE: “Persino in Iran c’è un’opposizione più efficace della nostra.” (davide rossi)

Corona è stato invitato dall’università di Salerno per una lectio magistralis dal titolo: “Come essere invitati da un rettore universitario anche se sei Fabrizio Corona”. (Stefano Trevisone)

Fonte: Daniele Luttazzi blog

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Accade a Roma

La mia assenza dal blog è durata fin troppo. Ho avuto molto da fare nel cercare di organizzare la mia vita e il mio lavoro ultimamente, per cui non ho potuto scrivere molto. Comunque adesso riprendo (per la gioia dei miei due lettori)

Intanto comincerò col parlare di cosa si può fare a Roma questa settimana. Iniziando ovviamente dal mio passatempo preferito, il cinema.

Intanto penso che andrò a vedere due film su cui ho lavorato molto e che cito sempre, senza averli però mai visti in sala (solo in DVD e video): La battaglia di Algeri, di Gillo Pontecorvotrailer (sabato alle 21:30, all’Azzurro Scipioni) e Bronte: Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato, di Florestano Vancini (stasera alle 21.30 al Cinema Trevi). Segnalo anche, sempre perchè connessa alle mie ricerche accademiche, la rassegna Italian Emigrants. Certo, è al Pigneto e i film non sono esattamente di prima visione. Però il cineclub Alphaville mi sembra un’iniziativa meritevole. Chissà  se fossero disponibili a fare una rassegna sull’immigrazione in Italia.

Novità  cinematografiche: Il curioso caso di Benjamin Button, Katyn, Nick&Nora, Il primo respiro, Questo piccolo grande amore, Religiolus, Venerdì 13

Domenica alle 12 alla Casa del Jazz propongono Jazz in celluloide- Rarities, una storia del jazz attraverso foto e immagini inedite, e nel pomeriggio alle 18 al Charity Cafè l’Aperitivo Jazz, interessante sopratutto perchè gratis (il jazz, non l’aperitivo). Per chi volesse mangiare c’è anche un buffet.

Debutti teatrali: Il dio della carneficina di Yasmina Reza al Teatro Argentina, e U’ciclopu, riscrittura in lingua siciliana di Luigi Pirandello del dramma di Euripide Il ciclope, al Teatro India.

Altro: due serate all’Angolo dell’Avventura: KALAHARI BOTSWANA dalle cascate Vittoria al delta dell’ Okawango venerdì alle 21, e INDIA e i mille volti dell’induismo sabato sempre alle 21.

Ovviamente dovrò fare delle scelte.

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Moodle International Conference 2008

Ieri si è concluso la Moodle International Conference 2008, alla Terza Università  di Roma. Era la prima volta che entravo nella sede di via Ostiense, e devo dire che, anche se la struttura in sè sembra efficiente, il contorno è alquanto squallido (e dopo il tramonto fa anche un po’ paura per quanto è buio).

I lavori sono stati estremamente interessanti e stimolanti. Il tema generale del convegno era Ripensare la Didattica, e nasceva da un tentativo di far uscire il discorso sull’elearning da una dimensione settoriale, puramente tecnologica, per metterlo al centro della riflessione sulla didattica per gli adulti, e per gli universitari in particolare.

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Cinema Italiano

Oggi vi presento una serie di links sul cinema. Essendo un grande appassionato spendo molto tempo a fare ricerche online.

Eccovene alcuni interessanti:

Momenti del cinema italiano

Breve storia divisa per periodi e/o correnti.

FILMDB

Il più completo database sul cinema in italiano

InfoCinema Italiano

Tutto quello che avete sempre voluto sapere sul cinema italiano…

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